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colloqui in gravidanzaIl momento che precede e quello che segue immediatamente la nascita di un figlio sono periodi di tempo che si distinguono per la delicatezza dei processi trasformativi e per la densità degli sviluppi emotivi dei nuovi genitori, sia a livello individuale che a livello di coppia.
La dimensione corporea mostra concretamente i cambiamenti che contraddistinguono il periodo della gestazione: tali cambiamenti sono però anche lo specchio delle variazioni emotive che l’evento nascita porta con sé. Anche la vita sessuale all’interno della coppia si trasforma e compaiono nuove fantasie e nuovi pensieri circa la propria sessualità e quella del partner. Si sviluppano percezioni diverse e i vissuti emotivi sono nuovi e, spesso, ambivalenti: alcune sicurezze si trasformano, talvolta, in impreviste incertezze.
I vissuti emotivi, spesso molto diversi per il papà e la mamma, non sono solo relativi alla nascita di un primo figlio, ma riguardano anche l’allargamento delle famiglia dopo il primogenito: la famiglia costituita, infatti, richiede l’assestamento su ancora nuovi equilibri e la nascita di un bambino, ora, sarà l’evento trasformativi anche per i figli già presenti. Il secondo figlio, infatti, può essere vissuto come una minaccia dal bambino che, fino a quel momento, è stato figlio unico e dovrà, ora, imparare a condividere esperienze, attenzioni ed affetti, che prima erano destinati unicamente a lui. Il “ruolo” di ogni componente della famiglia cambia nuovamente, anche quello delle mamma e del papà già esperti di genitorialità.
L’evento della nascita di un figlio, comporta, nella magia del suo svolgersi, numerosi aspetti conflittuali e conduce a momenti di difficoltà nelle gestione degli aspetti emotivi.
E’ importante, pertanto, riuscire ad elaborare ciò che avviene all’interno di se stessi e riuscire a creare un nuovo equilibrio nella relazione di coppia.

Il caso clinico: “Mamma Gelosia”.

Si presenta al colloquio Cinzia, 35 anni, avvocato. Ha una figlia di due anni e un matrimonio interrotto da pochi mesi.
L’unione con il marito, 4 anni di fidanzamento e 3 di matrimonio è descritta come particolarmente felice fino alla nascita di Anita. Cinzia confessa di essere stata sempre molto innamorata del marito, anche lui avvocato, e descrive la loro vita insieme caratterizzata da una grande complicità: molti viaggi, interessi in comune, amicizie condivise.
Nei mesi di gravidanza, Cinzia soffre per l’attenzione – a suo dire eccessiva – del marito nei confronti della bimba non ancora venuta al mondo: il marito comincia a fare progetti sulla figlia, sulla loro vita e sulla loro nuova casa in funzione esclusivamente della bimba. Fantastica, ad esempio, anche un cambiamento della situazione lavorativa, per poter trascorrere più tempo possibile con la bambina.
Cinzia soffre per una mancanza di attenzione nei suoi confronti da parte del marito. Le cose peggiorano al momento della nascita della bimba, quando le attenzioni immaginate al momento della gravidanza, diventano fatti concreti. Il rapporto tra Cinzia ed il marito non è più gestibile e cominciano gli scontri all’interno della coppia. Cinzia dice di amare molto la figlia e spiega di averla desiderata ancora più di suo marito, ma vive un profondo senso di colpa per non riuscire a vivere serenamente la situazione che da sempre era stata nei suoi sogni.

Al di là del caso esposto, esistono molte situazioni che portano con sé reazioni impreviste, che non ci si sarebbe mai immaginati.
Si sviluppano sentimenti di rabbia, piuttosto che sensi di colpa per non sentirsi adeguati nel nuovo ruolo. Si insinua un senso di distanza nei confronti del partner, ed è difficile recuperare quella sintonia nella relazione sulla quale era stato fondato ogni progetto. Ci interroghiamo sulla giustezza delle nostre scelte e sull’opportunità delle nostre emozioni.
E’ davvero importante riuscire ad attraversare questi momenti che ci disorientano e ricongiungerci ad una relazione nuova con noi stessi e con la nostra nuova famiglia.Una delle difficoltà che le neo mamme hanno è quello di affrontare un percorso psicoterapeutico in gravidanza, poiché immaginano che il feto possa avere ripercussioni negative: la fantasia è che la terapia possa rimandare a situazioni traumatiche che il feto possa percepire.

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